Armi

 

 

        collezione Gianfranco SchirruBarong

Machete filippino classico impiegato dai guerrieri Moros sia come strumento agricolo che come arma da difesa e da guerra (jungle fighting)


collezione Gianfranco SchirruBolo

Machete filippino classico impiegato sia come
strumento agricolo che come arma da difesa e da guerra (jungle fighting)


collezione Gianfranco SchirruKriss

- Il kriss è una specie di pugnale con una lunga lama a serpentina e una impugnatura tutta particolare, che può essere a forma di testa umana o di animale. E' un'arma dal profondo significato religioso, l'armaiolo stesso quando lo forgia compie un atto sacro. La lama è così sinuosa, perché riporta alla figura del serpente sacro, il naga, il quale essendo dotato di una forza straordinaria ne trasmette le vibrazioni, e protegge da influssi negativi e da disgrazie. Il kriss si porta sulla schiena, e oggigiorno non è più usato come arma di difesa e offesa, ma il suo utilizzo è al solo scopo religioso e per rendere più prestigioso l'abbigliamento.


collezione Gianfranco SchirruKarambit

Le prime informazioni relative all’esistenza del Karambit possono essere rintracciate indietro fino al tredicesimo secolo, sotto la denominazione Kuku Bima –Artiglio di Bima- divinità induista spesso raffigurata con una piccola lama che protendeva dalle dita serrate del suo pugno. Sicuramente l’arrivo dei mercanti arabi nell’arcipelago ha influenzato il design del Karambit con l’introduzione del coltello curvo arabo jambia. Ma la caratteristica autoctona che ha più plasmato il concetto di Karambit è l’osservazione della natura, ovvero il tentativo di dare all’uomo il Kuku Macan –L’artiglio della Tigre-. Da sempre animale tenuto e rispettato dalle popolazioni locali, negli artigli della tigre si è trovata l’ispirazione per ottenere la forma definitiva del Karambit. Il primo concetto di Karambit, piuttosto grosso nelle dimensioni generali, era un’arma da battaglia e poteva essere chiamata anche Karambit Besar; spesso il suo bordo tagliente veniva intriso di veleni per rendere più letale la sua azione, e la sua forma ricurva prediligeva tecniche dirette a tagliare i vasi sanguigni più grossi e a recidere i tendini di braccia e gambe. Col tempo questa lama venne sempre più rimpicciolita per renderla sempre più maneggevole e flessibile nell’impiego, fino a raggiungere le dimensioni del Karambit “attuale” che lo identificano immediatamente come arma del patrimonio tradizionale indonesiano. Certe fonti affermano anche che il Karambit era essenzialmente, in tempo di pace, uno strumento per contadini per eseguire lavori sul legno ed altre attività quotidiane. Ovviamente c’era chi aveva sviluppato tecniche di combattimento corpo a corpo per poterlo utilizzare come efficace e letale arma da difesa personale. In tempo di guerra il Karambit di dimensioni ridotte era sempre tenuto addosso al guerriero come arma “secondaria”, nel caso venisse disarmato. L’introduzione sui campi di battaglia delle armi da fuoco rese obsoleto l’uso delle lame nel combattimento, e queste andarono –come già accennato- pian piano relegate ad un uso prettamente di lavoro quotidiano oppure di difesa personale.


 

collezione Gianfranco SchirruBalisong " Coltello a farfalla"

 

collezione Gianfranco Schirru Olisi "Bastoni di rattan"

L'Olisi è in rattan (per noi occidentali giunco), o mactan, indurito con il fuoco, di lunghezza variabile dai 55 ai 70 cm, a seconda dello stile, e diametro compreso tra i 2 e i 3 cm.

 

collezione Gianfranco Schirru collezione Gianfranco Schirru

 

Spada e daga

Uno dei pochi elementi culturali e marziali che i conquistatori spagnoli lasciarono nelle Filippine fu il metodo di combattimento con spada e daga, molto usato nella scherma spagnola classica.
Tale metodo abbina i benefici delle stoccate di un'arma corta a quelli di un'arma da taglio lunga ed è conosciuto come "espada y daga". I filippini si appropriarono di tale tecnica adattandola alla loro arte sviluppando un proprio metodo di combattimento a lunga e media distanza. Oggi tale metodo viene anche applicato all'uso abbinato di bastone e daga (olisi e baraw) e permette di applicare tecniche nel corpo a corpo, leve e proiezioni utilizzando le due armi, tecniche che non sono applicabili se si adotta la spada invece del bastone. Con vari esercizi si allenano i metodi per passare da una distanza all'altra (lunga, media e corta). Nelle isole Filippine anticamente al posto del bastone si usava una vera e propria spada, Kriss, Kampilan o Barong, della lunghezza di 70 cm circa; in Spagna e in Italia nel XVI secolo si diffonde l'uso della Mano Sinistra (Daga lunga metà della spada), quindi della tecnica "Spada e Daga". In Spagna rimarrà in voga (anche nei duelli) fino alla metà del XVIII secolo. Col trascorrere del tempo è avvenuta questa mutazione d'arma, che ha apportato nuove traiettorie di attacco e di difesa rispetto alla versione originaria.